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Il quartiere ricostruito in teatro di posa a Cinecittà, scenografo Mario Chiari, associato Mario Garbuglia (collezione privata)

Il quartiere dove si svolge l’azione del film ricostruito in teatro di posa a Cinecittà, scenografo Mario Chiari, associato Mario Garbuglia (collezione privata)

Milano, 1° novembre 1956.

Tra le notizie più interessanti della quindicina — certo più importante di quella sui tre film su Terrazzano, suggeriti da dubbi propositi umanitari — spicca l’annuncio che Luchino Visconti si appresta a dirigere Le notti bianche tratto da Dostoievskij. Ciò che rende la notizia interessante, non è tanto il fatto che il regista di La terra trema torni al cinema dopo una pausa di due anni, quanto il particolare tipo di produzione che egli sperimenta. Anzitutto il film porterà la sigla di una nuova società, della quale fanno parte come finanziatori Suso Cecchi d’Amico, Marcello Mastroianni e lo stesso Visconti: una società dunque nuova anche nella sua impostazione, fondata su una formula diversa da quella cooperativistica impiegata, ad esempio, dal Lizzani. Inoltre il film verrà realizzato in un tempo piuttosto breve — sei settimane circa — di cui due e mezzo dedicate alle prove (di recitazione, scelta delle inquadrature, movimenti di macchina, ecc.) e le altre tre e mezzo alle riprese vere e proprie.

Il fatto sintomatico, in tutto questo, è che lo stesso Visconti, regista che ha sempre richiesto mesi e mesi di tempo, e considerevoli mezzi economici per realizzare le sue opere, si sia ora deciso, pur di non rimanere più a lungo fuori dall’attività cinematografica, di affrontare una produzione che risponde a un criterio di economia. Naturalmente la scelta del soggetto si presta a tali criteri: il film verrà girato tutto in teatro di posa e lo svolgimento della storia poggerà sostanzialmente su due personaggi affidati ad attori esperti (il Mastroianni e, forse, la Schell). È interessante notare come sullo stesso piano di economia si sia già messo Vittorio Gassman, che però ha “filmato” il Kean, cioè un testo teatrale (particolarmente riveduto), già sperimentato durante un anno di recite. Visconti invece affronterà un testo cinematografico del tutto nuovo.

La notizia ci reca una duplice soddisfazione: la prima per il ritorno al cinema di un regista come Visconti; la seconda perché viene a confortare la campagna da noi aperta e sostenuta, in una particolare fase del nostro cinema, per i film a basso costo.

Cinema Nuovo

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