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Giunge dallo spaccio la voce morbida e calda di Giovanna. Ad un tratto, per una subita determinazione, il giovane posa a terra la tenaglia e si avvia verso lo spaccio. Entra, chiude la porta e mette in tasca la chiave.

Su un tavolo vede un piatto sporco, dimenticato. Ha un gesto come di chi ha trovato quello che cercava, prende il piatto e si avvia in cucina.

Giovanna è alla macchina da cucire. Ha smesso di cantare. Gino entra. Fa qualche passo nella stanza, poi si ferma indeciso:

— Ti porto un piatto che stava lì fuori. Hai molto da fare ora?

— Ho sempre da fare.

A questo punto si sente battere alla porta d’ingresso. La donna si volta e chiede se qualcuno ha bussato. Gino risponde che sì, ma che la porta è chiusa; l’ha chiusa lui.

Si sente battere ancora qualche colpo, poi più nulla. Evidentemente il passante se ne è andato.

— Sono andati via — lei dice.

E Gino:

— Non so perché l’ho chiusa. Ma lasciamola chiusa.

Tosto l’afferra per un braccio e l’attira a sé. Giovanna gli si abbandona e gli porge le labbra con voluttà.

Sulla strada la bambina che aveva bussato si allontana lentamente. Un autotreno transita senza fermarsi.
(tratto da Ossessione, Cinematografo – Quaderni a cura di Giorgio Moser)

61. – P. A. — Gino lavora nervosamente. Dall’interno inizia il canto di Giovanna.

Canto di Giovanna.

Gino mentre lavora guarda in tralice la strada. Ad un tratto per una subita determinazione posa in terra i ferri e si avvia verso lo spaccio, uscendo di campo da destra a sinistra.

62. Gino entra in campo da sinistra a destra, va verso lo spaccio. Si guarda intorno entra, e chiude la porta.

66. – C. M. — Dentro lo spaccio, Gino si guarda intorno. Sui tavoli i piatti sporchi degli avventori. Ancora il canto di Giovanna. Gino chiude le porte e si mette la chiave in tasca. Poi, seguito da un carrello che va dalla porta dello spaccio alla porta della cucina, si dirige ad un tavolo prende un piatto sporco e va in cucina.

Sala terrena dello spaccio – Interno – Giorno.

67. – P. A. — Giovanna alla tavola. Gino sulla porta, si avvia verso di lei con il piatto in mano. Carrello indietro dalla credenza allo scolapiatti.

GINO — Ti porto un piatto che stava lì fuori.

GIOVANNA (indicando il tavolo) — Mettilo lì.

GINO — Me ne stavo andando, ma lui mi è corso dietro. Mi ha fatto tornare apposta per riparare il camion… Hai molto da fare ora?
Dirigendosi alla madia.

GIOVANNA — Ho sempre da fare.
Gino la segue.

GINO —Il motorino dell’acqua là fuori non funziona…

GIOVANNA — Lo metti a posto?

GINO — Lo metterò a posto.
Bussano alla porta.

67. – A. — Quasi c.c. della 67. Macchina fissa. Dialogo dall’inizio fino a:

GIOVANNA — Mi sembra che qualcuno voglia entrare.

GINO — La porta è chiusa.

GIOVANNA — Chiusa?

GINO — Sì! L’ho chiusa io.

67. – A. R. — Giovanna al tavolo. Gino posa il piatto sul tavolo. Giovanna va alla madia. Gino va accanto a lei. Dialogo tutto come 67.

67. B. P.P. — Giovanna vicino alla madia.
Gino di profilo.
Dialogo:

GINO — Il motorino dell’acqua, là fuori non funziona.

GIOVANNA — Lo metti a posto?

GINO — Lo metterò a posto.
Bussano alla porta.

67. C. – P. P. — Gino c.c. della 67 B.

68. — Giovanna guarda Gino che intanto fa saltare tra le mani la chiave. Giovanna si avvia ed esce dalla cucina. Resta in campo Gino, fermo al posto di lei.

Sala a terreno dello spaccio – Interno – Giorno.

71. — Giovanna attraversa lo spaccio rapidamente.
Si avvicina alla porta e guarda attraverso lo spioncino.
Lo spiazzo davanti allo spaccio – Esterno dall’interno – Giorno.

72. – C. L. Dallo spioncino della porta una bambina che si allontana dallo spaccio.
Giovanna di scorcio guarda, poi si volta con un leggerissimo carrello indietro resta in P. P.  sguardo a destra della macchina. Esce di campo da sinistra a destra.

Sala terrena dello spaccio – Interno – Giorno.

73. — Totale. Dalla porta d’uscita dello spaccio. Gino sulla soglia della cucina. Giovanna f.c. Carrello velocissimo curvo intorno alla colonna. Gino avanza. Panoramica da destra a sinistra. Giovanna entra in campo da sinistra a destra.

GIOVANNA — Sono andati via.

GINO — Non so perché l’ho chiusa.

GIOVANNA — Io ho dimenticato d’aprirla.
Giovanna si volta. Fa per riandare alla porta. Gino l’afferra per un braccio, la spinge verso la colonna. Carrello avanti sui due sino a P.P. Giovanna si volta verso di lui.

GINO — Allora lasciamola chiusa.
Si baciano lungamente.

Lo spiazzo davanti allo spaccio. – Esterno – Giorno.

75. – C.L. — Veduta dello spaccio chiuso. La bambina si allontana sulla strada. Un autotreno transita senza fermarsi.
(dal copione di montaggio di Ossessione)

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