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Luchino Visconti

Marzo 1946. Dopo un lungo periodo di assenza da teatri di posa Luchino Visconti riprende la sua attività cinematografica.

Il popolare «Luchino», ha iniziato in un piccolo raccolto «fumoir» di un’ albergo romano la stesura definitiva del suo prossimo film Maria Tarnowska. Proprio lì lo abbiamo incontrato mentre con Guido Piovene e Michelangelo Antonioni stava sceneggiando un movimentato episodio del film. Tempo addietro si parlò di un altro soggetto che Visconti avrebbe dovuto realizzare: Furore, che non aveva nulla da dividere col romanzo di Steinbeck, bensì narrava le vicende di quattro prostitute sul fronte di Anzio. Ma la cosa non giunse in porto. Maria Tarnowska invece è un vecchio soggetto che Visconti aveva già presentato al tempo del Minculpop e che era stato bocciato dalla censura. Maria Tarnowska è la bellissima donna per la quale al principio di questo secolo perdettero la pace e la vita alcuni uomini e che finì la avventurosa esistenza condannata in un processo che costituì uno dei più clamorosi casi giudiziari del tempo.

Abbiamo chiesto a Visconti se avesse preso lo spunto da Circe, il romanzo di Annie Vivanti.

«No» — ci ha risposto — «ho preferito seguire le cronache di quel periodo scegliendo quanto ritengo imparziale o veritiero. Anzi, proprio in questi giorni mi arriverà una raccolta de L’Illustrazione italiana col resoconto completo e fotografico dell’avvenimento. Per il resto mi guideranno le esigenze della versione cinematografica».

Abbiamo fatto notare al regista come il delitto di Maria Tarnowska assomigli in un certo senso a quello della protagonista di Ossessione.

«Si» – risponde Visconti – «mi sono accorto subito di questa coincidenza e dirò che non me ne dispiace. L’atmosfera di Maria Tarnowska riecheggerà pur su un piano di realismo più attenuato quella di Ossessione. Non mi sperderò in una fredda ricerca di ambientazione storica, benché il soggetto spesso mi porti sopra questa strada, ma prenderò invece una posizione polemica contro quella società dissoluta senza scrupoli, immorale in cui avvenne il delitto. In questo senso renderò attuale anche il film».

I due protagonisti del film saranno Isa Miranda e Vittorio Gassmann, nuovo per lo schermo. Il lavoro si girerà a Venezia negli stabilimenti della Giudecca.

G. Moser
(Cinelandia)

Questa intervista non appare in nessuno dei tre volumi della biblioVisconti (Centro Sperimentale di Cinematografia – Fondazione Istituto Gramsci 2001-2009), è citata invece nel volume del Processo di Maria Tarnowska – Una sceneggiatura inedita (Museo Nazionale del Cinema – Il castoro 2006), il problema è che nella citata biblio non compare il mio nome come curatrice del Processo di Maria Tarnowska – Una sceneggiatura inedita, insieme a me hanno fatto scomparire Alberto Barbera, direttore del Museo, e Silvio Alovisio. Hanno fatto scomparire persino l’autore dell’intervista: il regista, sceneggiatore, produttore, ed in questo caso giornalista Giorgio Moser. Pazienza… la foto sopra è quella che illustra l’intervista, carta del dopoguerra (sic).

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