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Film D'Oggi

Clara Calamai sulla copertina di Film d'Oggi

Il primo numero esce il 9 giugno 1945. Editrice La nuova Biblioteca – Direzione, redazione e amministrazione: Roma, Via Vittorio Veneto, 84. Stampata dall’I.R.A.G.

Comitato Direttivo: Mario Camerini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Gianni Puccini (direttore responsabile). Collaboratori nel primo numero: Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Michelangelo Antonioni, Sergio Sollima.

Dal secondo numero non c’è più Mario Camerini nel Comitato Direttivo. Vittorio de Sica rimane fino al numero 14. Luchino Visconti, fino ai primi numeri del 1946.

Di Luchino Visconti e del suo lavoro si parla spesso nelle pagine. Segnalo due articoli. Il primo è una inchiesta fra i soldati americani, il secondo una lettera di Visconti ad un produttore.

Che ve ne sembra boys?

Avete mai visto un film italiano? Sapete che pure noi facciamo del cinema? E allora che cosa ne pensate? Queste domande rivolte a quattro Gis hanno fatto venir fuori giudizi chiari, a volte arbitrari, ma solo in apparenza (se ci si pensa bene), sul nostro cinema. Quattro giovani americani senza peli sulla lingua!

Joe Hornick e l’ossessione

Con Joe Hornick vidi Ossessione nella piccola sala affumicata e legnosa del Roma, nel cuore di Potenza. “Lo capisci bene?” gli dissi. “Se parlano in veneziano li capisco meglio”, mi rispose. Intanto la sala veniva a gremirsi. Joe ansava sotto il peso della folla che spingeva, rideva e mormorava.

– Perchè parlano? – mi chiese.

– Non piacerà, forse – dissi – E a te piace? – aggiunsi, trovando l’appiglio per giungere direttamente allo scopo: sapere ciò che pensava di noi. Intanto Gino e lo Spagnolo, sullo schermo, parlavano di donne, su un letto. Joe rideva, mi disse che in America non sanno fare così. Si volse e sullo schermo la Calamai girava con il marito nella folla, presero Girotti e scesero insieme nel vicoli a scala. Poi il marito morì in una scarpata e Joe rise nervosamente stringendo i braccioli delle poltrone di legno. La folla mormorava e Joe s’infastidì. La folla cominciò a ridere quando apparvero, nella stanza con le imposte socchiuse, una ragazza piacente e serena e Girotti che si spogliavano. Joe bestemmiò in americano e mi disse che in America la folla non ride neppure quando Mae West …

Suonò la musica con le armoniche, Gino e Giovanna fuggirono e la bella Clara morì, lasciando vedere le gambe. Il pubblico urlò, mosso dal piacere e dall’irritazione. Appena fuori nell’atrio, Joe mi guardò e sorrise: “Sapevate fare del cinema”, disse. Sapevo che mentiva.

– La gente non capisce, aggiunse – Forse neppure mia madre, se tornasse a Venezia e diventasse di nuovo italiana. Ho paura però di tutto quel caldo, tutto quel sole; anche gli attori quando “giocano” sono così caldi.

Mi offrì una sigaretta, poi disse che così parlavano gli uomini negli Stati, ma senza quella paura, quell’ossessione, che aveva preso pure lui. “Potevano farlo in America?” chiesi. “Sicuro, Ford!” rispose.

Vidi che sorrideva, poi mi si avvicinò e mi sussurrò: “Avevo già letto il libro di James Cain. Mio padre non voleva; desiderava che andassi a lavare le bottiglie a mio zio, nel ristorante”. Sapevo che Joe Hornick, figlio d’una veneziana e della quindicesima squadra aerea, mentiva.
Gian Domenico Giagni (Film d’oggi n. 2 16 giugno 1945)

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