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Rina Morelli e Luchino Visconti

Le prove della compagnia di Luchino Visconti 1946: Rina Morelli e Luchino

Roma, maggio 1947. Discendente da una famiglia che ha battuto moneta, il regista Luchino Visconti ha nel sangue la despotica magnificenza dei regnanti; e con despotica magnificenza ha diretto la propria compagnia imponendo a tutti la sua volontà, i suoi capricci e sopratutto l’esigenza di una meticolosa e dispendiosa ricostruzione scenica. Per recitare una commedia Rina Morelli aveva bisogno di un anello e poiché nessuno di quelli posseduti dall’attrice sembrò adatto a Luchino, egli stesso gliene portò uno appartenente da secoli alla sua famiglia: una magnifica rosa di brillanti valutata quasi due milioni. Dopo le recite la Morelli, premurosamente modesta come sempre, fece per restituire la preziosa gemma; ma Visconti con l’altera munificenza che ai suoi tempi poteva avere Gian Galeazzo le disse: Cara Rina, i Visconti non riprendono mai quello che hanno dato. Lo tenga. E’ suo. La Morelli volle insistere, e Luchino aggiunse: Forse non le piace perchè le pietre sono tagliate all’antica? Lo può portare dal mio gioielliere che le rifilerà secondo il gusto moderno. Resteranno sempre belle, anche se un po’ più piccole. Luchino è conte, ma il suo non è forse un gesto da re?

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