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Elio Marcuzzo in Ossessione; Cinema, 25 settembre- 25 ottobre 1943

Elio Marcuzzo in Ossessione; Cinema, 25 settembre- 25 ottobre 1943

Uno strano tipo di popolano dal cuore innocente e dalla fantasia di poeta, che gira per l’Italia innamorato della bellezza e della varietà della sua terra, facendo spontaneamente del bene agli uomini che passano sul suo cammino per un suo spirito d’ingenua e sublime carità. Un vagabondo dall’anima chiara che rappresenta il senso della giustizia e i diritti d’una vita pura e libera incontro al sole. Questo è Elio Marcuzzo. Spieghiamoci meglio, questa è la figura che Elio Marcuzzo incarna in Ossessione, l’attesissimo film di Luchino Visconti.
Chi sia Elio Marcuzzo gli appassionati di cinematografo sapranno certamente, anche se egli non ha fatto finora che due sole apparizioni sullo schermo, due sole, ma probanti. Per i distratti ricorderemo che è stato lui a raffigurare in Nozze di sangue il ragazzo che Gidda, ossia Giachetti, manda incontro alla sposa ignota e che, lasciandosi ubriacare dal losco Pietro, manca così al suo nuovo compito. Ed è stato lui a scolpire in Sissignora, la figura del giovane campagnolo innamorato respinto della povera servetta, a sua volta presa dal bel marinaio. Critica e pubblico unanimemente riconobbero in questo fresco attore eminenti possibilità che non aspettavano che buone occassioni per meglio mostrarsi.
Che delle due doti che egli abbia potuto far sfoggio nel bellissimo personaggio di Ossessione, non dubitiamo affatto. Ma alle qualità artistiche, che ha potuto affinare al Centro Sperimentale, fa riscontro in questo giovanissimo una davvero eccezionale e personalissima fotogenia.
Tanto, che or è qualche mese Cinema in una indovinata desamina sulle varie analogie fra i volti di talumi attori dello schermo coi titpi immortalati dall’arte di pittori e incisori, così poteva esprimersi nei confronti della giovane recluta: “Il nostro cinema si è arricchito in questi ultimi tempi di un nuovo volto di particolare interesse. Il volto di Elio Marcuzzo ricorda infatti il poderoso Cristo di Antonello da Messina, nella bocca carnosa e sensuale, nel naso solido e potente, nel taglio dolente degli occhi”. Aggiungiamo che le due immagini, affiancate, rivelano infatti in pieno la somiglianza dei caratteri somatici di Marcuzzo e del celebre dipinto.
Lo schermo, illuminando la fotogenia di Marcuzzo, gli aggiunge qualche anno di più. In realtà egli ha appena passato i venticinque; ma ne dimostra ancor meno, sopratutto per quella sua fanciullescamente seria e quasi timida espressione degli occhi. Pure non facciamoci fuorviare dalla apparenza, nè dalle sue tre atà, nè dalle figure di buon ragazzo dal cuore ingenuo che finora gli sono state affidate. Elio Marcuzzo dal volto potente, vuol fare il prepotente.
Vale a dire che aspira a sostenere parti di cattivo, di violento, d’impetuoso. Il frontespizio candido, su cui finora si erano posati i nostri occhi, cela denque colori tempestosi che aspettano di essere messi in risalto. Il che presto o tardi arriverà.
Per ora il curriculum vitae di Marcuzzo è breve. Nato a Treviso, sentì assai presto il desiderio prepotente, si ripetiamo prepotente, di dedicarsi al cinematografo. Si scrisse nel 1938 al Centro Sperimentale di Cinematografia e fece qualche esperienza come aiuto regista con Mastrocinque e Marcellini. Poi volle diventare attore. Attore, intendiamoci bene, non divo; che è una cosa tanto diversa e tanto più facile, un volto piacevole e dei capelli ricciuti, veri o falsi, aiutando. Elio non ci tiene ad essere il bel giovane. E scusate se è poco per un ragazzo di venticinque anni. No, diciamo ventisei come vuole lui, che fra le sue tre età, preferisce quella che gli da lo schermo: la maggiore.
Dei film a cui ha partecipato, abbiamo detto; si appresta a girare ora Sorelle Materasi e successivamente Pescatori.
La parte che preferisce fra le pellicole cui ha preso parte? Ma, beninteso quella che sostiene in Ossessione dove fa il poeta vagabondo dal cuore candido e poetico.
Però Elio Marcuzzo vuol fare il prepotente…
MILCA (Elio Marcuzzo ingenuo vagabondo, ovvero: l’aparenza inganna; Cine magazzino N. 52 – 24 dicembre 1942)

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