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Renato Cialente, Andreina Pagnani, Giuseppe Porelli, Il viaggio 1938

Renato Cialente, Andreina Pagnani, Giuseppe Porelli, Il viaggio 1938

Conobbi Luchino Visconti nel 1930 . Avevo allora 19 anni, suo padre, il duca Giuseppe, stava mettendo su una compagnia e, preferendo lanciare una giovane, scelse me appena uscita della filodrammatica. Luchino in quella compagnia faceva la messa in scena. La compagnia morì però dopo solo un anno. Io allora lo chiamai a lavorare con me, sempre per la messa in scena, in carità mondana dato dalla Stabile di Milano, eppoi per Il dolce Aloe e Il viaggio di Bernstein dove facevo coppia con Renato Cialente. Luchino, che aveva una passione grandissima per il teatro, lavorava gratis, en amitié. Portava anzi mobili e quadri da casa sua, Visconti aveva un gusto quasi maniacale per le cose ben fatte e se si metteva in testa che un certo oggetto, un certo mobile, una certa suppellettile dovevano essere in un tal modo non si dava pace fino a che non riusciva ad averli. Mi ricordo che per Il viaggio occorrevano delle sovraporte dorate; Luchino le voleva autentiche, ma autentiche non si potevano avere perché costavano troppo. Lui finse di rassegnarsi ma un giorno ce lo vedemmo arrivare in teatro con le quattro sovraporte dorate del ‘700 autentiche. Le aveva comprate con i suoi soldi.
Andreina Pagnani (L’Europeo, 2 aprile 1976)
Nota: Il debutto di Andreina Pagnani nella compagnia del padre di Luchino è nella stagione 1928-1929 e,  piccola civetteria, Andreina Pagnani aveva qualche anno in più…

Milano, ottobre 1936
La Compagnia Drammatica italiana del Teatro di Milano. Questa Compagnia, dovuta alla iniziativa di una città nel suo fervore di opere e di lavoro sempre tenne in alto onore le arti e diede particolare impulso al teatro, svolgerà la propria attività in alcuni periodi dell’anno a Milano e negli altri nelle principali città d’Italia. La Compagnia ha un Consiglio d’amministrazione presieduto dal sen. De Capitani d’Arzago e di cui fanno parte Gino Rocca, commisario straordinario del Sindacato interprovinciale autori e scrittori, ed Enrico Cavacchioli, segretario del Sindacato autori drammatici della Lombardia e la Liguria. Dirige la nuova formazione Romano Calò, il quale ha intorno a sè una schiera di attori fra i più apprezzati della nostra scena di prosa, quali Andreina Pagnani, Tina Lattanzi, Olga Vittoria Gentilli, Luigi Cimara, Enzo Biliotti, Paolo Stoppa, Corrado Anicelli, Edoardo Toniolo, Mirella Pardo, Adele Mosso, ecc. Per speciali rappresentazioni sarà ospite della Compagnia l’illustre attrice Irma Gramatica. La direzione della Compagnia, affidata a Romano Calò, che da vari anni ha dato prova delle sue qualità direttoriali, è una garanzia di buon risultato.
(…)
La sera del 28 ottobre 1936, con Carità mondana, una spiritosa commedia satirica di Giannino Antona Traversi inizia le sue rappresentazioni la Compagnia del Teatro di Milano diretta da Romano Calò. La commedia ha già qualche anno ma è sempre fresca e diverte al pubblico con la parodia dei comitati di beneficenza e delle loro recite, che poi sono pretesti per incontri tra giovani signori e giovani signore. Gino Rocca ha preceduto lo spettacolo con un bel discorso e il Senatore Borletti ne pronunciò un altro. La sera del 5 novembre va in scena Il dolce aloe di Jay Mallory, commedia magra e mediocre che fu applaudita senza entusiasmo malgrado la bella interpretazione della Compagnia e specialmente di Andreina Pagnani. Il giorno 12 novembre Sabatino Lopez prima della rappresentazione degli Innamorati di Goldoni, fa un discorso che è applauditissimo. La commedia goldoniana è stata rappresentata con elegante, vivace e tipica comicità. Gli applausi furono molti.

Il viaggio di Henri Bernstein al Casino Municipale di San Remo, 4 marzo 1938.  (…) Difficile recitare le commedie, che non è ben chiaro dove consistano. Anche per questo si deve lodare la signora Pagnani, appoggiata al personaggio più vivo: i suoi toni, ora infiammati, ora gioiosi, ora teneri, sempre innamorati, i silenzi e gli sguardi assorti, hanno espresso tutto quello che si poteva. Ricca di grazia, di tristezza e di dolcezza la Pescatori. Renato Cialente, mi pare abbia  forse un po’ ecceduto nel mettere in valore la parte più esteriormente scherzosa , senza accentuare l’appoggio di una vita intima riconoscibile. Il Porelli, del resto bravissimo, in una parte assai complicata, ha sottolineato tanto più perdutamente, quanto più vivo era lo spasso del pubblico, il tono comico di Germano. Bene il Mottura nella parte di Riccardo. E del resto non si sa se senza queste grandi abilità di tutti, la commedia avrebbe raggiunto lo stesso successo di divertimento e di acuta attenzione che ha potuto ottenere.

Prove di Carità mondana, primo a sinistra il regista Renato Simoni

Prove di Carità mondana, primo a sinistra il regista Renato Simoni

Carità mondana 1936

Carità mondana 1936

Il dolce aloe 1936

Il dolce aloe 1936

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